Sinningia Leucotricha

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Diametro vaso cm 10,5

La Sinningia leucotricha, nota un tempo come Rechsteineria leucotricha e affettuosamente chiamata "pianta peluche", è una pianta succulenta tuberosa originaria del Brasile che conquista al primo sguardo per il contrasto tra il suo tubero massiccio e il fogliame incredibilmente morbido. La caratteristica principale di questa specie è infatti la densa peluria argentata che ricopre interamente le foglie corte e opposte, regalandole un aspetto vellutato e quasi irreale, pensato in natura per proteggerla dall'insolazione diretta e trattenere l'umidità.

Per coltivarla al meglio occorre innanzitutto comprendere la sua natura di pianta stagionale legata al ciclo del suo grande tubero epidermico. La luce è l'elemento fondamentale per mantenere la compattezza e la brillantezza della peluria: richiede una posizione molto luminosa, preferibilmente con sole diretto soltanto nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Un'esposizione troppo ombreggiata farebbe allungare antiesteticamente i fusti, indebolendo la pianta e rendendo le foglie più diradate e meno argentee.

Il substrato ideale deve essere estremamente drenante e poroso, poiché il nemico numero uno della Sinningia leucotricha è il marciume radicale e del tubero. Una miscela perfetta si compone di una base di terriccio bilanciato per piante grasse arricchito con una generosa percentuale di inerti come lapillo vulcanico, pomice o perlite. Quando si rinvasa, è fondamentale posizionare il tubero lasciandone almeno la metà superiore esposta sopra il livello del terreno: questo non solo previene accumuli di umidità a contatto con il colletto della pianta, ma permette anche di apprezzarne il valore estetico come caudice.

La gestione delle annaffiature segue strettamente le fasi vegetative della pianta. Durante la primavera e l'estate, quando la Sinningia è in piena attività e regala le sue caratteristiche fioriture tubolari di un rosso aranciato vivo, il terreno va bagnato regolarmente ma solo dopo che si è asciugato quasi del tutto in superficie. Durante l'irrigazione è essenziale bagnare esclusivamente il terriccio attorno al tubero, evitando accuratamente di versare acqua direttamente sul caudice e soprattutto sul fogliame vellutato, che tratterebbe le gocce rischiando di macchiarsi o marcire.

Con l'arrivo dell'autunno la pianta inizia ad andare in riposo vegetativo: le foglie ingialliscono spontaneamente e seccano, un segnale del tutto naturale che indica che la vegetazione aerea sta completando il suo ciclo. In questa fase occorre sospendere completamente le annaffiature e lasciare che i fusti secchi si stacchino da soli dal tubero. Durante l'inverno il tubero va conservato completamente all'asciutto, in un ambiente riparato dove le temperature non scendano mai al di sotto dei 10-12 °C. All'inizio della primavera successiva, il risveglio sarà segnalato dalla comparsa di piccoli germogli lanosi sulla sommità del caudice, momento in cui si potrà riprendere gradualmente a bagnare per dare il via a un nuovo ciclo di crescita.

Facilità di cura: Alta

Pet friendly: Si

Umidità: Bassa

Quantità di luce necessaria: Alta