





Stephania Erecta
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Diametro del vaso 12 cm.
Descrizione
La Stephania erecta è una pianta caudiciforme proveniente dalle zone tropicali dell'Asia orientale (principalmente Thailandia e Vietnam) che è diventata una vera e propria icona per i collezionisti di piante rare. La sua particolarità risiede nel contrasto visivo unico: possiede un grande e legnoso bulbo superficiale (il caudice), che ricorda nell'aspetto una patata o una roccia sferica, dal quale in primavera spuntano steli sottili e rampicanti ornati da foglie perfettamente circolari e geometriche, di un verde chiaro e delicato. Questo caudice non è solo un vezzo estetico, ma una vera e propria cisterna naturale che la pianta usa nel suo habitat per sopravvivere ai lunghi periodi di siccità
Parlando di esposizione, la Stephania erecta richiede una gestione della luce molto attenta ed è considerata a tutti gli effetti una pianta da interno. Ama gli ambienti estremamente luminosi ma teme il sole diretto. I raggi solari troppo intensi, infatti, possono facilmente scottare le sue foglie sottili e macchiare il caudice in modo irreparabile. La collocazione ideale è a ridosso di una finestra esposta a est o ovest, dove la luce arriva intensa ma schermata da una tenda leggera. Una luminosità insufficiente si nota subito se la pianta produce steli molto lunghi e "filanti" con pochissime foglie e distanti tra loro.
Il substrato deve assecondare la sua natura di pianta tropicale soggetta a marciumi facili: la parola d'ordine è "drenaggio assoluto". L'ideale è creare una miscela molto ariosa e porosa, composta per il 50% da un buon terriccio fertile (o terriccio per cactus) e per il restante 50% da un mix generoso di inerti come pomice, lapillo vulcanico, perlite e sabbia grossolana. Quando si mette a dimora, il caudice non va mai interrato completamente: va semplicemente appoggiato sul terreno, lasciando interrata solo la base inferiore (circa il 20%), in modo da metterlo in mostra e tenerlo al riparo dall'umidità della terra. Le annaffiature devono essere moderate in primavera-estate, bagnando solo quando il terreno è del tutto asciutto e facendo attenzione a non versare mai l'acqua direttamente sopra il bulbo, ma solo intorno ad esso.
Il periodo di fioritura è un evento piuttosto raro e discreto quando la pianta viene coltivata in appartamento. Se le condizioni di calore e umidità sono perfette, all'inizio della primavera – spesso poco prima o contemporaneamente alla nascita delle foglie – la Stephania può produrre minuscoli fiorellini giallo-verdastri disposti a corona lungo gli steli. Si tratta di una fioritura poco appariscente, ma considerata un grande traguardo dai coltivatori.
Infine, le temperature minime rappresentano l'aspetto più rigido della sua coltivazione, poiché la Stephania erecta è intollerante al freddo. La sua temperatura di sicurezza non dovrebbe mai scendere sotto i 15 °C. Essendo una pianta stagionale e decidua, con l'arrivo dell'autunno e il calare delle temperature (intorno ai 18 °C) le sue foglie iniziano a ingiallire e cadere: questo segna l'inizio del suo naturale riposo vegetativo (dormienza). Durante tutto l'inverno la pianta rimarrà solo un bulbo spoglio; in questo periodo le annaffiature vanno azzerate quasi del tutto e il vaso va conservato in un luogo caldo e asciutto della casa, lontano da correnti d'aria gelide, in attesa che le temperature primaverili la stimolino a risvegliarsi.






