Pachypodium Lamerei

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Diametro vaso: 11,5 cm

Il Pachypodium lamerei, comunemente noto come Palma del Madagascar (anche se con le vere palme non ha nulla a che fare), è una pianta succulenta affascinante e dall'aspetto decisamente scultoreo. Presenta un fusto carnoso e argenteo, interamente ricoperto da lunghe e acuminate spine disposte in gruppi di tre, che funge da vera e propria riserva d'acqua. Sulla sommità del fusto si sviluppa un ciuffo di foglie lanceolate, lucide e di un bel verde brillante, che gli conferiscono quel tipico aspetto esotico da "palma". Negli esemplari adulti coltivati in condizioni ideali, il centro del ciuffo può regalare splendidi fiori bianchi, profumati e simili a quelli del frangipani.

Per quanto riguarda l'esposizione, il Pachypodium è un amante assoluto del sole e della luce intensa. Richiede una posizione in pieno sole per molte ore al giorno: più luce riceve, più il fusto crescerà robusto e le spine si svilupperanno forti e sane. Se coltivato in casa (scelta quasi obbligata in molte zone d'Italia per buona parte dell'anno), deve essere posizionato vicinissimo alla finestra più luminosa della stanza, preferibilmente esposta a sud o a ovest. Una carenza di luce causerebbe l'indebolimento del fusto, che tenderebbe a incurvarsi e ad assottigliarsi alla ricerca della luminosità.

Il substrato deve essere strettamente specifico per piante grasse e succulente, poiché la parola d'ordine per questa pianta è "drenaggio perfetto". Il Pachypodium tollera la siccità prolungata grazie alle sue riserve interne, ma è estremamente sensibile ai ristagni idrici, che provocano il marciume radicale in pochissimo tempo. Le annaffiature devono essere abbondanti ma molto distanziate in primavera e in estate, lasciando asciugare completamente il terreno tra un'intervento e l'altro, e vanno quasi del tutto sospese durante l'autunno e l'inverno.

Il periodo di fioritura è un evento piuttosto raro e riservato quasi esclusivamente agli esemplari maturi (in genere alti almeno un metro) coltivati all'aperto nei climi caldi. Quando avviene, si manifesta in piena estate, tra luglio e agosto. Anche senza fiori, comunque, la pianta mantiene inalterato il suo altissimo valore ornamentale per tutto l'anno grazie alla sua silhouette geometrica.

Infine, le temperature minime rappresentano il vero punto critico per la coltivazione del Pachypodium lamerei in Italia. Essendo originario del Madagascar, non tollera assolutamente il freddo: la sua temperatura minima di sicurezza non dovrebbe mai scendere sotto i 10 °C / 12 °C. Se esposto a temperature inferiori o a correnti d'aria gelide, la pianta reagisce annerendo e perdendo rapidamente tutte le foglie. Questo significa che, tranne nelle zone costiere del profondo Sud e della Sicilia dove può vivere all'aperto tutto l'anno, nel resto d'Italia va tassativamente coltivato in vaso, per essere spostato in giardino o sul terrazzo in primavera inoltrata (quando le minime notturne sono stabilmente sopra i 15 °C) e ritirato in casa o in una serra riscaldata prima dell'arrivo dell'autunno. Durante il riposo invernale in casa, è del tutto normale che perda gran parte delle foglie: le riemetterà prontamente al risveglio primaverile.

Facilità di cura: Alta

Pet friendly: No

Umidità: Media-Alta

Quantità di luce necessaria: Media-Alta