


Kalanchoe Humilis Zebra
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Dimensioni vaso 5,5 cm
La Kalanchoe humilis 'Zebra' è una succulenta affascinante e poco pretenziosa, celebre per il motivo a striature porpora o marrone scuro che attraversa le sue foglie grigio-verdi. Per mantenerla rigogliosa e preservare le sue caratteristiche venature intense, l'elemento chiave è la luce: ha bisogno di una posizione molto luminosa, preferibilmente con qualche ora di sole diretto al mattino o al tardo pomeriggio. Un'illuminazione scarsa, al contrario, tenderebbe a far sbiadire i suoi caratteristici disegni e a far allungare fusto e foglie.
Trattandosi di una pianta originaria di climi aridi, la gestione dell'acqua richiede la massima cautela. La regola d'oro è lasciare asciugare completamente il terriccio tra una bagnatura e l'altra. Durante la primavera e l'estate è sufficiente irrigare ogni volta che il substrato risulta del tutto asciutto in profondità, mentre in autunno e inverno le annaffiature vanno drasticamente ridotte.
Anche il substrato gioca un ruolo fondamentale per la sua salute: deve essere estremamente drenante e poroso. La composizione ideale prevede un terriccio specifico per cactacee e succulente miscelato con una generosa dose di inerti come lapillo vulcanico, pomice o perlite. Per quanto riguarda le temperature, la Kalanchoe humilis ama il caldo e vegeta al meglio tra i 18°C e i 26°C, mentre teme fortemente il freddo e soffre se la colonna di mercurio scende sotto i 10°C; per questo motivo, nelle zone d'Italia con inverni rigidi va coltivata in appartamento o ritirata in una serra fredda ben riparata prima dell'arrivo dei primi freddi.
Infine, le cure di manutenzione sono davvero minime. La nutrizione può essere limitata a 2 o 3 somministrazioni durante la stagione vegetativa (da aprile a settembre) utilizzando un concime liquido per succulente ben diluito e povero di azoto. Non richiede potature vere e proprie, ma è buona norma asportare delicatamente le foglie basali ormai secche per prevenire l'insorgere di parassiti come la cocciniglia. La crescita è piuttosto lenta e contenuta, rendendo il rinvaso necessario solo ogni due o tre anni, preferendo sempre vasi in terracotta che favoriscono la traspirazione delle radici.








