Farfugium Japonicum

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Diametro vaso 17 cm

Il Farfugium japonicum, noto anche come Ligularia tussilaginea o "pianta del leopardo" nelle sue varietà picchiettate, è una affascinante perenne sempreverde originaria delle zone costiere, dei boschi e dei bordi dei ruscelli di Giappone, Taiwan e Corea. Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è estremamente apprezzata nell'architettura dei giardini per il suo portamento scultoreo e le sue grandi foglie basali, lucide e coriacee, di forma arrotondata o reniforme, che ricordano quelle delle ninfee. A metà o fine autunno, la pianta completa la sua presenza ornamentale producendo steli eretti con capolini di fiori giallo brillante simili a margherite, capaci di illuminare gli angoli più ombrosi del giardino.

La coltivazione del Farfugium richiede qualche attenzione in più rispetto alle piante da pieno sole, poiché ama riprodurre l'ambiente umido e fresco del sottobosco. L'esposizione ideale è l'ombra parziale o l'ombra luminosa. La luce solare diretta dei mesi estivi, specialmente nelle ore centrali della giornata, può scottare le grandi foglie o farle afflosciare vistosamente. Sopporta bene qualche raggio di sole mattutino o del tardo pomeriggio. Per quanto riguarda la resistenza al freddo, è una pianta moderatamente rustica: tollera temperature fino a circa -5 °C o -7 °C per brevi periodi, ma nei climi con inverni rigidi ed estesi è preferibile proteggere il colletto con una spessa pacciamatura di foglie o paglia, oppure coltivarlo in vaso per poterlo riparare in serra fredda o in veranda.

Il terreno per il Farfugium deve essere ricco di sostanza organica, umifero, profondo e capace di trattenere una buona dose di umidità, pur mantenendo un drenaggio impeccabile. Un terriccio di bosco miscelato con compost ben maturo e una parte di perlite o pomice rappresenta la combinazione ideale. La pianta predilige substrati leggermente acidi o neutri e soffre molto nei suoli poveri, compatti o eccessivamente gessosi.

Le irrigazioni costituiscono l'aspetto più cruciale per il successo della coltivazione. Il terreno deve rimanere costantemente fresco e leggermente umido, senza però risultare inzuppato o asfittico. Durante la primavera e l'estate le bagnature devono essere frequenti e generose, specialmente in presenza di temperature elevate. Se la pianta va in stress idrico, ve lo comunicherà subito con un evidente afflosciamento del fogliame, che di solito si riprende rapidamente dopo un'adeguata annaffiatura. In autunno e inverno le irrigazioni vanno ridotte, mantenendo il terreno solo leggermente umido.

La nutrizione e la manutenzione ordinaria aiutano a mantenere la chioma vigorosa e lucente. In primavera è consigliabile somministrare del concime organico ben decomposto o un concime bilanciato a lenta cessione. Le potature vere e proprie non sono necessarie: è sufficiente eliminare regolarmente le foglie vecchie, danneggiate dal freddo o ingiallite tagliandole alla base con forbici affilate, ed eliminare gli steli floreali appassiti al termine della fioritura invernale. Bisogna inoltre prestare attenzione alle limacce e alle lumache, che vanno ghiotte delle sue foglie tenere, e provvedere a proteggere la pianta con barriere fisiche o metodi naturali nelle fasi di ripresa vegetativa.

Facilità di cura: Facile

Pet friendly: No

Umidità: Bassa

Quantità di luce necessaria: Bassa