Kit Autonomia Piante

Stai partendo per le vacanze? Hai in previsione di lasciare sole le tue piante o le affiderai ad un tuo conoscente? O magari hai tante piante e vuoi semplificare e migliorare la loro gestione quotidiana?

Sei nella sezione giusta!

In questa parte del nostro shop troverai consigli e tanti KIT pensati per ogni esigenza relativa all’autonomia delle nostre amiche verdi. I KIT sono vari in base alla tipologia di piante in tuo possesso, alla dimensione della tua collezione green e alle tue esigenze quotidiane. I KIT sono pensati per facilitare i tuoi acquisti e trovare tutto in un unico posto. 

Se vorrai potrai acquistare i singoli prodotti in modo autonomo scegliendo modelli e colori, altrimenti potrai  scegliere tra le proposte che troverai di seguito.

Prima di procedere all’acquisto vediamo insieme quali accorgimenti è necessario adottare affinchè le nostre piante possano superare un nostro periodo di assenza più o meno lungo e in generale per renderle più autonome.

Estetica e Funzionalità

Tutti gli articoli proposti offrono una soluzione estetica e funzionale a lungo termine per migliorare la gestione delle piante indipendentemente dal periodo di assenza.

Esigenze Idriche

Fai una valutazione corretta anche in base alle esigenze idriche specifiche di ogni pianta: ad esempio philodendri, monstere, syngonium e succulente possono tollerare un periodo più o meno lungo di siccità, al contrario di alcune piante come marante e calathee.

Contattaci se ti serve supporto

Scrivici su whatsapp se hai necessità di un supporto per l’acquisto dei prodotti idonei in base alla pianta e al periodo di assenza.

Luce

Partiamo dalle basi: senza un’adeguata esposizione luminosa le tue piante non possono vivere bene. La luce, infatti, è importantissima per la loro sussistenza perché solo così possono compiere la fotosintesi clorofilliana. Anche se in giro si legge spesso di piante “da buio’’ purtroppo nessuna pianta sta bene con poca o nessuna luce. Assicurati quindi di sistemare le piante in una zona non troppo distante dalle finestre, entro massimo 3 metri. Le stanze con esposizione migliore sono quelle rivolte a sud/ sud-ovest, quelle peggio esposte sono quelle rivolte a nord. In estate ti suggerisco di evitare che le foglie scontrino il vetro per evitare che l’effetto lente e l’esposizione diretta ai raggi solari possa bruciare la lamina fogliare. Quindi l’ideale è: un’abbondante luce non diretta ma diffusa. 

Se la tua assenza è di solo qualche giorno (2-3 giorni):

Le piante riusciranno tranquillamente a superare le ore di buio. Dai loro poca acqua, solo quella necessaria affinchè il panetto di terra non asciughi completamente facendo disidratare le radici, ma non eccedere con l’acqua in quanto al buio le piante non effettuano i processi di fotosintesi e di conseguenza non utilizzeranno l’acqua che avranno a disposizione.

Se la tua assenza si protrae oltre i 3/4 giorni:

Se non hai la possibilità di lasciare entrare la luce dalle finestre, allora in questo caso ti consiglio di ricorrere alle GROWLIGHT.

Le growlight ti consentono di fornire la giusta luce anche quando non hai le giuste condizioni, se durante la giornata o in occasione di una partenza tendi ad abbassare le tapparelle o oscurare i vetri con spesse tende.

Si tratta di luci specifiche per la crescita delle piante che simulano quella solare. Utilissime anche quando stiamo coltivando piante più rare ed esigenti. E’ necessario tenerle accese 8-12 ore al giorno: Plant light care e Leaf Light Care sono a led e consumano veramente pochissimo, andando ad incidere in maniera leggerissima sulla bolletta!

Umidità Ambientale

Le piante che coltiviamo in casa sono di origine tropicale: nel loro habitat d’origine sono quindi immerse in foreste stupende, piene di vegetazione e ricche di umidità ambientale. Nelle nostre case il valore dell’umidità ambientale può variare ma sarebbe auspicabile non trascurarlo: l’ideale, anche in base alla tipologia di piante che coltiviamo è che questo valore si assesti intorno al 50-60%. Ti consiglio quindi l’acquisto di un igrometro per monitorare questo valore. La maggior parte delle piante di origine tropicale ama valori medio alti di umidità ambientale, anche se riusciranno comunque ad adattarsi a valori inferiori.

Ma perchè l'umidità ambientale ci è di aiuto per prolungare l'autonomia delle piante?

Le piante sono esseri viventi in grado di autoregolarsi. La simultaneità di umidità ambientale bassa e temperature elevate provocheranno la veloce evaporazione di acqua dai loro tessuti. 

Le piante, per sopperire a questa perdita, assorbiranno più acqua dalle radici. 

Quindi, con estrema semplificazione, una maggiore umidità andrà a diminuire il consumo di acqua da parte delle radici.

Come possiamo aumentare l'umidità ambientale?

Se vai via per un periodo di tempo, ma anche durante la gestione quotidiana, può essere di aiuto mettere tutte le piante vicine tra loro creando dei piccoli gruppi: l’umidità che espellono attraverso la traspirazione aiuterà a creare un microclima ideale.

Se abbiamo delle piante piccole e che hanno bisogno di irrigazioni costanti (come, ad esempio, delle piccole Fittonie o Hypoestes) possiamo pensare di metterle all’interno di serrette come le growhouse della Elho oppure inserirle all’interno di Terrari (trovi tutto l’occorrente nella sezione “terrari’’ del nostro sito).

Un’altro trucchetto potrebbe essere quello di predisporre un vassoio con argilla espansa e un po’ d’acqua sul fondo e appoggiarci sopra le piante (senza che l’acqua arrivi a inzuppare il vaso): l’acqua evaporerà gradualmente attorno a tutte le piante che abbiamo adagiato sull’argilla e ciò aumenterà, seppure in modo lieve, l’umidità attorno a queste ultime.

I due fattori di cui abbiamo parlato sopra sono da tenere in considerazione sia che si parta e ci si allontani da casa per un periodo, sia per la gestione quotidiana in nostra presenza.

Utilizza il leaf coat: il LeafCoat è un prodotto pronto per l´uso a base di lattice naturale, sviluppato in origine per limitare l´evaporazione attraverso le foglie e al contempo rinforza le piante e le protegge da insetti o da infestazioni di funghi indesiderate. 

Quando le piante sono esposte ad un´atmosfera troppo umida (al di sopra di 28 C°) possono perdere molta umidità attraverso le foglie. Applicando LeafCoat, si forma una pellicola di lattice naturale che avvolge le foglie e che impedisce alle piante di "sudare" troppo.

LeafCoat può comunque essere utile anche a basse temperature (in modo particolare in inverno), dato che avvolgendo le foglie con la sua pellicola le protegge dal freddo. Lo strato di lattice naturale aiuta a mantenere costante la temperatura.

Ma vediamo alcune tips utili relative proprio ai periodi di vacanza in cui sarai lontano dalle tue piante e non potrai gestirle direttamente.

Come possiamo rendere più autonome le nostre piante?

Utilizzando dei sistemi/vasi autoirriganti come questi:

  • VASI AUTOIRRIGANTI: puoi rinvasare le tue piante in sistemi autoirriganti composti da un vaso-inserto con indicatore e coprivaso esterno. Questo sistema prevede una riserva d’acqua da riempire e che resta a disposizione della pianta per renderla autonoma finché non la esaurisce. L’indicatore ha due valori, MIN e MAX, così da facilitare la gestione delle riserva d’acqua.
  • GREENSENSE AQUA CARE: per piante più grandi e/o sul balcone/esterno puoi utilizzare i Greensense Aqua Care dotati di un serbatoio d'acqua molto facile da riempire che fornisce una riserva a cui le tue piante possono attingere.
  • BOUNCY BASIL: se non vuoi rinvasare il Bouncy Basil è un’ottima soluzione! Pensato per il basilico e in genere per le aromatiche, molto bisognose d’acqua, è ottimo per tutte le piante perché si compone di due pezzi, uno che galleggia sull’altro: nella parte superiore va alloggiata la nostra pianta senza estrarla dal suo vaso forato, nella parte inferiore va messa acqua. Tramite un cordino l’acqua sale per capillarità fino al vaso superiore e mantiene idratata la nostra pianta molto a lungo. 

Oppure possiamo rendere le piante più autonome spostandole dalla classica coltivazione in terriccio ad una coltivazione idroponica. Si tratta di un cambio substrato da effettuare con pazienza. Bisogna togliere tutta la terra dalle radici, aiutandoci anche con un bastoncino di legno o dell’acqua non fredda, eliminando i residui ma senza stressare le radici. Una volta che l’apparato radicale è pulito possiamo decidere di coltivare in:

  • IDROPONICA: spostando la pianta in pura acqua, utilizzando un bel vaso in vetro. Sarà necessario utilizzare un concime specifico per idroponica come il nostro Atami B'Cuzz Hydro A+B da diluire nell’acqua con cui riempiremo la riserva. 
  • SEMI-IDROPONICA: spostando la pianta in un sistema di acqua + inerti (es. l’argilla espansa, perlite, lapillo) quindi utilizzando un vaso in vetro, di plastica trasparente o retato e mettendo circa ⅓ di argilla espansa sul fondo, quindi alloggiare le radici della pianta e coprire con altra argilla fin sopra. L’acqua andrà posta sempre al di sotto delle radici. Sarà necessario utilizzare un concime specifico per idroponica come il nostro Atami B'Cuzz Hydro A+B da diluire nell’acqua con cui riempiremo la riserva.

Oppure possiamo usare degli accessori da mettere sopra/dentro il terriccio che rilasciano acqua gradualmente nel tempo:

  • SFERE D’ACQUA GEL: Possiamo mixare le sfere nel substrato della nostra pianta: in modo estremamente graduale si scioglieranno e rilasceranno l’acqua senza il rischio di eccesso idrico. Possono essere sparse sulla superficie del terriccio, ricoprendole con un leggero strato di terra affinchè si attivino, e rilasciano acqua costantemente mantenendo così le piante idratate fino a 30 giorni. Per le piante di grosse dimensioni vi consiglio di posizionare le sfere a qualche cm di profondità in modo che, il grande volume di terra possa essere idratato.

Sono prodotte con cellulosa e fibre vegetali che, dopo aver assolto alla loro funzione, si dissolvono nel terreno essendo completamente biodegradabili.

  • WATERBUBBLE o AQUACARE: si tratta di due prodotti molto simili tra loro che, riempiti d’acqua e conficcati nel terriccio, rilasciano la riserva idrica gradualmente nel tempo. Il primo è in vetro e il secondo è in plastica: riempi la sfera con acqua e la inserisci in un angolino nel terriccio fino a sotto le radici della pianta, dopodiché rilascia l'acqua appena la pianta ne avrà bisogno.

Se affiderai le tue piante a una persona di fiducia ma inesperta, ti consiglio di fornirgli un igrometro: con questo semplice strumento potrà capire se realmente le piante hanno necessità di essere irrigate. L’igrometro è uno strumento che va conficcato nel substrato in profondità: se l’indicatore segnerà sul rosso significherà che il substrato è completamente asciutto.

Un ultimo consiglio! 

Evita di concimare le tue piante poco prima della partenza!

La disponibilità di nutrienti renderà più attivo il loro metabolismo e di conseguenza provocherà un maggiore consumo di acqua!

Potrai tornare a concimarle al tuo rientro, non accadrà nulla di grave!